Oggi è un giorno perfetto per volare (cit.)

Facciamo finta: ieri il centrosinistra ha fatto il botto, maggioranza sicura al Senato e alla Camera, borse su e spread giù, il governo Bersani governa, serio e a testa bassa. Però piano piano all’ombra del potere tutti si sistemano, approfittano di rendite di posizione, finiscono per invischiarsi in tutte le trappole inevitabili, sotto l’ombra comoda del potere.

L’Italia tira avanti, qualcosa di buono si fa, noi minoranza di sicuri e tutelati ci sentiamo tranquilli, anche vedendo che alla schiera dei sicure e tutelati si aggiunge qualche altro. In fondo oggi ho l’impressione di aver fatto campagna per questo, per assicurarmi qualche anno di tranquilla osservazione della gestione di un momento di crisi, seria e responsabile.

Ma era una finta. E’ andata un po’ (ma poco poco) diversamente. Oggi cambia tutto, e questo alla fine è anche il bello della democrazia. La navigazione ora è in acque molto più perigliose, ma si apre anche qualche scenario che eccita la curiosità e l’attesa.

Il Partito Democratico è costretto a cambiare, per non morire. La conferenza stampa di Bersani oggi in parte lo conferma. E questo per un partito che s’è dimostrato troppo timido, imbrigliato nella sua veste governativa “per il bene del Paese”, potrebbe rappresentare un’occasione unica per darsi un profilo di vero cambiamento (che raccolga anche un buon settanta per cento del programma del Movimento 5 Stelle).

Più difficile che Grillo possa accettare una collaborazione stretta di governo, che possa dare una fiducia ad un governo Bersani. La tentazione di usare il potere per dare la spallata finale deve essere ghiotta. Ma io voglio credere alle sensazioni che emergono dalle dichiarazioni di Grillo di queste ore, che sembrano di buon senso, e disposte a fare più che tentate di distruggere (certo, dice che Fassino ha bisogno di cure psichiatriche, e che i partiti devono chiedere scusa… la seconda cosa peraltro è certamente vera). Certo, ci deve essere da entrambe le parti grande chiarezza, sennò si rischia la versione a parti invertite della storia di Berlusconi con la Lega: non ne abbiamo bisogno.

Potrà questo marasma essere il terreno da cui nasca un governo di cambiamento? La porta è stretta, però è l’unica possibile, e magari i grillini, una volta nelle stanze del potere, si dimostrano meno peggio di come li raccontano (in Sicilia pare che le cose vadano bene, ad esempio).

(Piccola nota a margine della conferenza stampa di Bersani: le ripetute critiche all’Europa sono sembrate un po’ strumentali)

Ripensandoci.

Dopo averci dormito sopra, dopo la (metaforica) sbornia di vino cattivo di ieri sera, penso questo. Che noi, sì, si è sbagliato più o meno tutto; soprattutto si è sbagliata la lettura del paese, non si è capito proprio per via del solito snobismo che ci fa immaginare un paese migliore di quel che è. Però penso anche che fra i tanti che hanno votato Grilli una buona percentuale si pentirà presto, avrà paura del suo stesso voto. E ancora una volta queste persone daranno la colpa a noi, ci diranno: perché non siete stati abbastanza convincenti? perché non ci avete saputo spingere a votarvi? E, naturalmente, avranno ragione.

Dopo penso che dobbiamo ripensarci, noi di centro sinistra, dalle radici. E sarà molto difficile. Intanto comincerei dal non cercare scuse, dal non pensare a governissimi e cose simili.

Poi penso a Mario Morgoni, ex sindaco di Potenza Picena, ottima persona, che giunge in Senato, e mi chiedo: uno che arriva a fare il senatore, dopo tutto questa fatica, sarebbe contento di lasciar subito, di dire s’era scherzato, così non si governa e allora torno a casa? Ecco, mi sembra difficile. E lui è uno in gamba. Con i tanti meno in gamba che sicuramente ci saranno in giro, sarà ancora più difficile. Quindi, ancora di più, è un casino.