La versione di Lillo

I miei venticinque lettori (non è modestia, più o meno i numeri sono quelli), o almeno quelli più assidui, avranno notato che in questi ultimi mesi di politica ho parlato pochissimo: è stata una scelta precisa, dettata dalla necessità di elaborare la triste fine della mia breve esperienza “civatiana” nel PD. Non voglio derogare troppo a questa regola, e allora, invece di parlare io, mi approprio delle osservazioni sul voto di ieri di un giovanissimo dirigente siciliano –  e nazionale – dei Giovani Democratici, Lillo Colaleo, che condivido in toto (da Facebook, grassetto mio):

Politicamente è un disastro. Consensi del PD vistosamente diminuiti sia in termini assoluti che percentuali (si naviga tra l’11% di Napoli al 28% di Milano, eccettuato il 35% di Bologna). Delle candidature principali nessuna sfonda ed il risultato politico positivo desiderato diviene l’arrivo al ballottaggio. Di fatto, è il disastro del Partito della Nazione come modello politico e culturale: il PD senza il centro-sinistra è una forza politica destinata all’isolamento (e tutto questo ricorda tanto il PD di Veltroni), che non solo ha perso la sua bussola e non riesce più a guidare il centro-sinistra (qualcuno, paradossalmente, pensa di voler misurare il PD rispetto a Sinistra Italiana anziché rispetto al Centro-Destra), ma che, a quanto pare, pur avendone imbarcato una quantità imbarazzante di ceto politico, non riesce a guadagnare neppure consensi al centro e tra i moderati. E questo, tranne a voler tenere le bendi sugli occhi, dovrebbe farci riflettere un tantino.

I commenti a caldo delle elezioni sono sempre a rischio di errore, e di approssimazione, e io non ho gli elementi per dire che Lillo abbia ragione, diciamo però che io in questa analisi mi ci riconosco. Il punto in cui forse io e Lillo siamo diversi è solo che lui, da dentro, pensa che il PD possa ancora rimettersi sulla buona strada (un profilo chiaramente progressista, che guarda alla sinistra – non tanto ai partiti di sinistra, ormai polverizzati, ma alla sinistra che c’è nella società, o di cui la società ha bisogno – fortemente ancorato ai valori dell’uguaglianza e della solidarietà), io invece non ci credo più (non ci credo più e, quel che è peggio, penso anche che fosse l’unica strada per il centrosinistra italiano), e vedo due scenari possibili: o un’affermazione a livello nazionale dei pentastellati, apprendisti stregoni della politica senza un progetto chiaro e con una base sociale variegata ma istintivamente individualista, di destra; o la vittoria (temporanea) del modello Renzi, per certi versi più rassicurante, ma nei fatti un mix di avventurismo formale e conservatorismo di sostanza (i cambiamenti, quando ci sono, sono volti a colpire i più deboli, e a conservare i privilegi strutturali dei soliti…). Non so, francamente che augurarmi, ci aspettano in ogni caso anni complicati, e la responsabilità se siamo arrivati a questo punto è di tutti.

2 pensieri su “La versione di Lillo

  1. Tò o toh, ovvero toh!. Un altro civatiano a Recanati, pensavo di essere il solo. L’avevo sospettato, ma non sempre riesco a leggere in pace la posta pubblica che qualcuno mi fa arrivare. Però sto per cambiare, tutti cambiano perché non posso cambiare anche io? Guardo con molta simpatia Speranza. Speranza è una persona lucida, chiara, di un’onestà intellettuale straordinaria. Quando era capogruppo l’aveva detto a Matteo, come la pensava, e come la pensava era noto poi a tutti. Appena approvate le riforme ha lasciato il posto. Un posto eccellente, che lo aveva portato a sermoni di ciceroniane espressioni dialettiche piene di fedeltà verso il Partito, al quale non aveva mai risparmiato le lodi e soprattutto le critiche. e critiche ne aveva fatte a Renzi, e non aveva rinnegato la sua visione del come fare politica salvando il bambino e buttando via l’acqua sporca. Ma non l’hanno ascoltato. e così se n’è andato. (ponti d’oro???) forse. E poi era una gufo. Dicevano. Ma i gufi non sono sempre portatori di sventure, spesso ti suggeriscono di passare lontano da pozzanghere e maleodoranti acquitrini. No?

    A presto.

    psicovita

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