La vittoria di Renzi

https://i1.wp.com/static.blogo.it/queerblog/RosyBindi-586x376.jpgMi sono visto un po’ dello speciale di Mentana, prima: c’erano Ferrara, la Annunziata, e altri giornalisti misti. Prima hanno trasmesso il (bel) discorso di Renzi. Poi hanno chiesto i commenti dei “big” del partito: D’Alema e Bindi. Mi sono fermato alla Bindi. Li ho trovati tutti insostenibili, D’Alema e la Bindi, dico, ma anche un po’ Ferrara che gigioneggiava e la Annunziata che borbottava. Erano tremendamente vecchi, annoiati, esausti. E credo di non essere stato l’unico a provare questa sensazione, nell’Italia post-primarie. La rivoluzione del linguaggio incarnata da Renzi (al di là del velleitarismo, dei limiti programmatici, del cinismo – di tutte quelle cose, insomma, per cui non l’ho votato), la sua presenza fisica, lo stesso fatto che se la sia giocata quasi alla pari, son tutte cose che hanno cambiato radicalmente il panorama. Niente sarà più uguale, e credo che anche Bersani lo sappia, e sono sicuro che ne terrà conto lui per primo.

A margine, naturalmente i complimenti a Bersani, che ha fatto un discorso serio (quasi tutto serio) come mi aspettavo che facesse, e nel quale confido molto per il futuro.