A fagiuolo.

Ecco un bel consiglio di lettura. Tempestivo, diciamo.

Amerigo, lui, aveva imparato che in politica i cambiamenti avvengono per vie lunghe e complicate, e non c’è da aspettarseli da un giorno all’altro, come per un giro di fortuna; anche per lui, come per tanti, farsi un’esperienza aveva voluto dire diventare un poco pessimista.

D’altro canto, c’era sempre la morale che bisogna continuare a fare quanto si può, giorno per giorno; nella politica come in tutto il resto della vita, per chi non è un balordo, contano quei due principi lì: non farsi mai troppe illusioni e non smetter di credere che ogni cosa che fai potrà servire.

Questo blog vota per un’Italia più giusta.

(l’immagine è tratta dal blog di Leonardo)

Fra un’ora finisce la campagna elettorale. Per fortuna.

Le campagne elettorali mi mettono un po’ a disagio. Questa m’è sembrata particolarmente brutta, e la delusione è tanto più forte quanto più esaltante era stata la duplice stagione delle primarie.

A rendere il tutto più deprimente questa legge elettorale che rende di fatto inutile, soprattutto in certe regioni, mobilitarsi più che tanto.

Questo, però, rischia di far passare in secondo piano che le elezioni di domenica e lunedì sono comunque importantissime. Dalla scelte degli elettori dipenderà se l’Italia avrà o no un governo progressista, serio, e non incline al pupulismo. E se questo governo potrà o no fare a meno – come spero vivamente – di Monti e compagnia cantante.

Non sarà un governo perfetto, ovviamente, e non farà tutte cose buone. Ma credo che potrà andare nella direzione giusta.

Diamogli una mano a partire. Per criticare, se servirà, non mancherà modo e tempo. In fondo, è la cosa in cui da sempre siamo più bravi.