L’uomo che teneva la pistola sul tavolo.

Ascoltavo prima, a Otto e mezzo, Sallusti che sosteneva con convinzione tesi insostenibili sull’affaire Spinelli. Mentre lui improvvisava discorsi molto complicati, ho pensato una cosa semplice: se nel racconto dei fatti provassimo – così, per ipotesi, per gusto dell’invenzione – a sostituire il nome di Berlusconi con quello di qualsiasi altro leader politico che NON ci ha governato per gli ultimi vent’anni, avremmo l’impressione di un racconto incredibile, implausibile, insostenibile. Invece che di questa vicenda (quali ne siano i contorni reali) sia stato (co)protagonista il signore qui sopra ritratto, be’, non suscita nessuno stupore.

Il dramma della storia recente di questo paese è tutto qui.

Lettera all’assassino

Chiunque tu sia, assassino, hai colpito nel segno. Forse lo hai fatto per mostrare la tua forza o per reagire alla tua debolezza, oppure per depistare, colpire nel mucchio, creare tensione, non lo so. Forse lo hai fatto addirittura per sbaglio o per pazzia. Non importa: di certo hai colpito nel segno, hai colpito il tuo nemico.

In tutta la confusione del momento, è chiaro almeno questo: che hai voluto giocare tragicamente con i simboli. I giovani, la scuola, e una scuola con quel nome!, e poi l’anniversario, e le carovane in passaggio. Non può essere un caso, no, perché il caso non gioca mai con troppi simboli tutti insieme. Volevi proprio colpire i giovani e la scuola, perché la scuola e i giovani sono tuoi nemici, e l’hai fatto.

La scuola è tua nemica perché è un luogo, uno dei pochi rimasti, di cultura e di legalità. A scuola ci si confronta e si esercita la libertà di pensiero, lo spirito critico. Si parla di valori diversi da quelli che negli ultimi decenni sono diventati egemoni e che a te, chiunque tu sia, fanno comodo: individualismo, consumismo, denaro, potere, cinismo. A scuola, al contrario, si parla di senso.

I giovani sono tuoi nemici perché sono molto svegli, sanno molte cose, e se non le sanno sanno dove andare ad impararle, sanno mettersi in rete e creare contatti molto meglio di te. Sono tuoi nemici perché non hanno beni da difendere ma diritti da conquistare, e perché loro rappresentano il cambiamento.

Forse hai capito che colpire politici, magistrati, poliziotti, economisti, industriali, o anche sedi di partito o di sindacato, non ti serve più. Forse non ti serve più nemmeno sparare a casaccio nel mucchio, per le vie o nelle piazze. Se sei arrivato a colpire deliberatamente la scuola e i nostri ragazzi, devi essere proprio disperato, anche se di una disperazione molto lucida. Hai capito che è lì, nelle scuole pur così spesso bistrattate, che stai perdendo la tua partita di potere e di violenza. Chi studia, chi insegna e chi impara è tuo nemico, ed è giusto che sia così: perché anche tu sei nemico nostro, sei nemico mio e di tutti quelli che dentro ad una scuola ci lavorano, ci studiano o ci mandano i figli. Perché quello che faccio ogni giorno, tu lo sai fin troppo bene, io lo faccio contro di te. Perché le tante giovani donne che incontro in classe tutti i giorni, tutti gli anni, vogliono crescere in un paese migliore di questo. E tu, che l’hai impedito a Melissa, non riuscirai a impedirlo a loro.

Lunedì sera, alle ore 21, ci sarà una fiaccolata in Piazza Leopardi, a Recanati. Invito tutte le studentesse, gli studenti, i genitori e i docenti delle scuole recanatesi a partecipare.