Un anno dopo

Il primo post di tuttequestecose è esattamente di un anno fa, anche se il blog vero e proprio è nato qualche giorno dopo. Fra alti e bassi, momenti in cui l’ho usato molto e lunghi silenzi, comunque è stato una presenza nuova nella mia vita. Qualche considerazione.

1) Ho parlato moltissimo di politica, molto di scuola, un po’ di cinema, troppo poco di letteratura e poesia, quasi niente di me. Forse un riequilibrio non sarebbe male.

2) Volevo fosse uno spazio per riflettere, ma quello della riflessione – oltre ad essere un tempo sempre difficile da trovare negli interstizi della vita quotidiana – è un tempo a volte inconciliabile con la rete. Anche perché il ritmo del blog – una scelta volutamente retrò, la mia – ormai è inevitabilmente influenzato da quello frenetico dei social network. E anche la qualità dei post, nel tempo, credo ne abbia risentito. Semplicemente: prima di scrivere ora ci penso meno. Non va bene.

3) Il rischio di un blog personale è quello dell’autoreferenzialità, o meglio dell’autorappresentazione (attività fondamentalmente narcisistica, quando non supportata da consapevolezza e qualità artistica). L’alternativa è usare il blog come un blocco di appunti (era un po’ lo spirito iniziale, ma ho dei ripensamenti) o come strumento di confronto con gli altri (cosa un po’ più difficile: commentare nei blog, ad esempio, pare passato di moda: si ciatta, si tuitta, si linca, si mettono i laic…).

4) E’ stata comunque un’esperienza interessante, occasione per fissare l’attenzione su delle cose, per scoprirne delle altre, per esercitare un po’ la scrittura, per definire anche a me stesso degli orizzonti d’interesse, e anche per conoscere persone e idee. Credo che andrò avanti anche il prossimo anno.

Intanto, auguri ai passanti.