“Il più pulito c’ha la rogna”

Chi mi conosce lo sa: il mio politico preferito è stato a lungo Pippo Civati: pensavo che riunisse in sé meglio di chiunque altro competenze e visione, intelligenza e capacità di comunicare. Pippo Civati. Consigliere uscente in Lombardia, quando ha vinto le primarie che proprio lui ha tanto voluto sono stato contento, e pensavo che dopo essere entrato in Parlamento sarebbe diventato uno dei politici più importanti di questo paese.

Pippo ha quasi quarant’anni ed è diventato recentemente papà, ma mantiene l’aria di uno studente di filosofia fuori corso; fuori corso di poco però. Un dottorando, al massimo, toh. Questa cosa mi piaceva, più della boria di Renzi, più della sobrietà un po’ polverosa di Bersani. Ho anche rischiato di prendere sul serio la sua candidatura a Segretario del Partito Democratico: pensa te!

Mi piaceva la sua idea di fare politica girando il più possibile in mezzo alla gente, in tutta Italia, ma anche abitando da protagonista la rete (e pensavo: “se qualcuno considera ancora inconciliabili queste due cose, girare fra la gente e abitare la rete, ditegli che siamo nel 2013!”).

Negli ultimi anni Pippo ha tenuto in giro per l’Italia centinaia di incontri pubblici, ha scambiato idee con migliaia di persone; io che pure non mi muovo tanto me lo sono ritrovato a pochi chilometri da casa almeno quattro o cinque volte negli ultimi due anni, e le Marche non sono forse il posto più interessante, per un consigliere regionale lombardo. Lui però era fatto così: se lo invitavi veniva, si portava nello zainetto qualcuno dei suoi libri, ne parlava, si informava sulla situazione di qui. I libri li teneva nello zainetto. E arrivava guidando la sua C3 (“l’unica cosa che vorrei rottamare”, diceva con una delle sue battute più riuscite; ecco, un’altra cosa che mi piaceva era la sua ironia). Una sera ci ho anche fatto cena insieme: una pizza, di fretta come sempre in questi casi. Noi del circolo volevamo mostrarci ospitali con Pippo e pagargli la cena con una colletta; lui ha fatto i complimenti e poi sinceramente non mi ricordo come è andata a finire. Ma mi pareva bello che un politico insistesse per pagare la sua cena, e soprattutto mi pareva bello che non la pagasse a noi (che ti chiedi sempre ma chi diavolo paga, quando succedono queste cose – che peraltro a me non succedono mai).

Insomma, mi piaceva proprio questo Pippo Civati. Era un po’ la mia speranza.

E invece, adesso cosa ti vengo a scoprire? che con i soldi del gruppo consigliare del PD lombardo ha pagato i francobolli per mandare ai suoi elettori una lettera di rendiconto delle sue attività. Che una volta s’è fatto pagare un pernottamento, qualche biglietto del treno e un biglietto aereo (lui dice che l’ha scelto solo perché costava meno del treno). E ha pure preso una trentina di volte il taxi.

E’ vero che queste cose lui le ha sempre rese pubbliche prima ancora che glielo chiedessero; è vero anche che negli ultimi tre anni ha fatto centinaia di incontri, e decine di migliaia di chilometri con la sua C3 – senza rimborso alcuno. E’ vero che ha speso di tasca sua diverse decine di migliaia di euro per girare l’Italia, per andare a proporre le sue idee alla gente (ma del resto nessuno lo obbligava: poteva restarsene nel suo collegio lombardo come fanno tutti i consiglieri regionali); vero anche che non ha pagato con soldi pubblici cene, aperitivi elettorali e simili. Nemmeno il suo banchetto nuziale, se è per questo, anche perché mi sa che non è sposato.

Però quei 3000 euro di francobolli e spostamenti se l’è fatti rimborsare. Senza ritegno. E per fortuna che almeno ha sempre rendicontato tutto. Bontà sua.

Ora che giustamente per questi misfatti la magistratura lo ha invitato a comparire, la stampa libera ha potuto raccontare la verità su quest’uomo, e io ho dovuto dire addio a una delle poche speranze che m’erano rimaste per il futuro dell’Italia. Lo devo dire: Pippo, mi ha deluso profondamente. Tremila euro in 5 anni: con tremila euro una famiglia va avanti un mese e tu ti sei fatto rimborsare i francobolli. Con tremila euro una persona prende il caffè la mattina per dieci anni e tu ci prendi il taxi.

Insomma: è proprio vero che siete tutti uguali. Allora tanto vale votare Berlusconi o Di Pietro, no? O Fiorito.

E poi quella volta non m’hai nemmeno pagato la cena. Anzi forse, non mi ricordo bene, l’ho pagata io a te.

La lettura dei primi commenti a questo post mi fa pensare che sia utile riportare qui un estratto dalla voce “ironia” del Vocabolario Treccani: “Nell’uso com., la dissimulazione del proprio pensiero (e la corrispondente figura retorica) con parole che significano il contrario di ciò che si vuol dire, con tono tuttavia che lascia intendere il vero sentimento: fare dell’i.; parlare con i.; cogliere l’idi una frasedi un’allusionenon s’accorse dell’idelle mie parole.” 

14 pensieri su ““Il più pulito c’ha la rogna”

  1. hai centrato il punto: “bontà sua”.
    Dovremmo smetterla di lagnarci degli eletti che si fanno rimborsare spese per le quali è previsto il rimborso e chiedere, invece, che la legge obblighi tutti a rendere conto pubblicamente di come spendono quei soldi.

    Tu ti indigni per i francobolli e i viaggi, io no (le considero spese del tutto normali per un consigliere regionale, vedremo cosa concluderà la magistratura…); ma mi indigno che, in linea generale, debbano intervenire i pm per farci conoscere i rendiconti dei gruppi consiliari (alcuni li hanno pubblicati spontaneamente: bontà loro, appunto)

    smettiamo di guardare il dito e guardiamo la luna: il vero problema, dopo la giustificazione dei 3 k€ spesi in cinque anni da Civati, è rendere obbligatoria la trasparenza

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    • mi associo a silvia, caro gabriele, mi sembrano ragionamenti da bambino i tuoi, lamentele inutili ma soprattutto senza motivo, queste spese sono normali, chi non arriva a cambiare la luna, si lamenta del dito.

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      • Leggi tutti i commenti: la mia era una parodia degli indignati in servizio permanente effettivo. Sto con Civati e penso che chi gli contesta queste spese sia un cretino. È non mi capacito che ormai la gente legga così in fretta da non capire. E pensare che avevo messo anche un estratto dalla voce ironia!

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  2. Anch’io sono profondamente deluso da Pippo, ma non da adesso. Ti dirò di più: sono di Monza e ho seguito (da vicino) la “carriera” politica di Giuseppe Civati. E’ il classico politico che vive di politica, che non si è mai preoccupato di trovare un lavoro. Sì, perchè lui il lavoro se lo accaparrava prendendo voti. Alla faccia dei nostri figli e nipoti che si devono dare da fare a trovare un lavoro, facendo centinaia di colloqui e dovendo, spesso, emigrare all’estero per elemosinare quello che dovrebbe essere un diritto. Pippo è distante e lontano da tutto questo. Ecco che Civati è, secondo me, un rappresentante (nonostante la giovane età) di quella “vecchia politica”, che ha portato l’Italia alla deriva. A Monza poi lo abbiamo eletto due volte in Regione ma lo si vedeva solo in prossimità delle elezioni e poi spariva. Era più preoccupato di farsi conoscere fuori dalla Lombardia evidentemente, ma non ha coltivato il rapporto col suo elettorato. Elettorato, che, comunque tutto gli ha dato ancora fiducia alle ultime primarie di dicembre. Per questi ed altri motivi che adesso non mi dilungo a scrivere, non sono rimasto colpito dal fatto che anche Civati sia dentro allo scandalo sprechi e concludo dicendo, con una nota amara, me lo aspettavo.

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  3. Nel merito, Antonio, è ovvio che io e te abbiamo due punti di vista diversi sul nostro: io lo vedo da lontano, per quel che ha dato e soprattutto può dare al Partito Democratico e all’Italia. Per quel che ne so, lui ha un passato accademico abbastanza solido, e non credo che con le sue qualità avrebbe problemi a fare lo studioso (magari all’estero, visto come è messo il sistema universitario italiano) o l’insegnante. Poi è un fatto che è un politico molto preparato, che ha scritto e studiato tanto da diventare un punto di riferimento di livello nazionale, e questo sicuramente l’ha impegnato tanto da non poter far altro che dedicarsi a tempo pieno a questo. Ma questo è successo proprio perché è bravo, non perché è un figlio dell’apparato, anzi: lui si è affermato” nonostante” l’ostilità di tanta parte dell’apparato, e il fatto che alle primarie abbia preso un numero spropositato di voti (anche senza essere sponsorizzato più di tanto dal partito) mi sembra un segnale inequivocabile del fatto che non ha poi deluso più di tanto, neanche a Monza. Quanto al fatto che le spese a lui imputate possano essere chiamate “scandalo sprechi”, be’, non credo di dover aggiungere nulla a quello che ho scritto nel post.

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  4. Caro gcingolani hai scitto sopra: “Ma davvero sembrava un’indignazione reale, la mia?”. Lo saprai certamente tu. Però la mia è davvero reale. Alcuni in questi giorni dicono che un conto è spendere soldi pubblici per farsi rimborsare la nutella, altra cosa è spenderli per viaggi o per acquistare francobolli che sembrano essere utilizzati per l’attività di consigliere.. Però se l’acquisto di francobolli è finalizzato alla propria campagna elettorale (come è nel caso del Nostro) allora la cosa cambia. Ed allora io dico che i soldi per i francobolli per lettere di campagna elettorale non vanno finanziati con i soldi pubblici, con i soldi di tutti! Quindi non so se la tua indignazione sia reale o meno…ma io la vedo così. Poi tu sei libero di pensarla come vuoi. Tutti sono liberi di pensarla come vogliono.

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  5. Vedi, credo che non sia la stessa cosa votare Berlusconi, Monti, Bersani, Fiorito. Non è la stessa cosa. Mi riconosco nella colaizione di centrosinistra e sono un elettore del PD, però non sono di quelli per cui il partito ha sempre ragione, anche quando ha torto. Non sono di quelle persone che continuano a dare fiducia sempre e comunque. Credo che il centrosinistra lombardo non abbia giocato una bella partita per quanto riguarda i rimborsi. Lo credo veramente e se pensassi diversamente non sarei onesto, prima di uttto con me stesso. Ti garantisco che una famiglia con 3000 euro ci campa più di un mese. Non è una cifra astronomica, vero, ma il concetto è che è, almeno in alcune occasioni, è stata utilizzata per scopi personali. Diciamo che anche il Nostro ha chiesto rimborsi con un po’ di leggerezza. E questo non lo accetto, soprattutto perchè qualche mese fa siamo scesi tutti in piazza a manifestare contro un centrodestra immorale. E adesso, invece, scopriamo che anche alcuni dei “nostri” non sono esenti dalle colpe commesse dalla controparte. Si intenda con poesi e misure diverse, ma questo non toglie la gravita di ciò che è accaduto.

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  6. Posto che ormai dovrebbe essere chiaro anche all’ultimo bit di cui è fatta questa pagina che tutto quel che dico nel post è ironico e va letto “all’incontrario”, compreso dunque il riferimento a Fiorito, anch’io (e anche Pippo lo è) sono di quelli che non dà ragione al PD anche quando ha torto. Stavolta però se quel che Pippo ha messo sul blog corrisponde a verità (e sarebbe un pazzo se dichiarasse il falso) non vedo proprio dove stia il malaffare, e anche la leggerezza: ha chiesto rimborsi per le sue attività politiche per circa 1,5 euro al giorno, quando ne spende 40000 all’anno di tasca sua. E’ vero, nella sua tasca entra un bello stipendio. Però altri politici con lo stesso stipendio si fanno rimborsare pure il cotton fioc, lui quasi nulla. E manager con stipendi anche più alti vanno con l’auto aziendale e tutto pagato, lui va con la C3. Ma di che parliamo? E’ proprio vero che il sonno dell’antipolitica genera mostri. Non siamo più capaci di distinguere le porcate dalla correttezza, come posso pretendere che si sappia cogliere l’ironia?

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  7. Beh, allora ci sono delle regole stilistiche che, di solito, nei testi fanno riconoscere l’ironia. Non basta proclamarla, non basta proclamare di voler fare ironia. Vabbè, non importa, questa è un’altra storia. Concludo dicendo che se una cosa non è corretta, non importa se altri fanno di peggio o anche molto peggio. Se il Nostro è indagato per peculato significa che si vuole vedere chiaro in certe sue azioni, significa che si è ravvisato qualcosa che non va in ciò che ha fatto. Non è detto che sia colpevole (questo non spetta a noi giudicarlo). Però quel che è certo è che non tutti i consiglieri sono infatti indagati per peculato! Non è un obbligo esserlo ed allora bravi a quei consiglieri che non hanno mai fatto uso di rimborsi per spese estranee all’espletamento del mandato. I miei pensieri non credo siano espressione di antipolitica, anzi! Però a me piacerebbe una politica (e dei politici) PULITI, non meno sporchi di altri.

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  8. Pingback: Civati, l’indignazione e l’ironia. « tutte queste cose ―

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