La fine delle cose (buone)

Oggi chiude (chiusura ampiamente annunciata) Le Buone Cose, un blog forse poco noto ma che ho amato come nessun altro, e senza il quale certamente tuttequestecose non esisterebbe. Avete, credo, qualche ora ancora per farci un giro, poi scomparirà dalla rete. Io, anche se so che così perderò per sempre la possibilità di rileggere un sacco di cose belle (oltre che buone), non ho cuore: ho provato a scorrere un po’ e mi fa troppa tristezza.

Però il suo autore, che è anche un mio carissimo amico, ha deciso così, e quindi – per forza – va bene così. Io lo prendo anche come un invito alla riflessione su quanto sia effimero tutto quello che scriviamo e comunichiamo in rete, e sull’illusione, potente quanto vana, che le cose, solo perché stanno in questi spazi (blog, social, siti e quant’altro), allora in qualche modo restino per sempre. Non è così (forse è giusto che non sia così) e ce lo dobbiamo ricordare.

Allora addio alle buone cose, ai suoi post sempre intelligenti e arguti, e anche ai commenti, molti miei, sotto a quei post.

Io, sapendo che l’autore che sta dietro a Le Buone Cose è uno che ha molto da dire e sa sempre benissimo come dirlo, spero solo che questa fine sia solo un modo per lasciare spazio ad altre forme, meno effimere, di scrittura.

Au revoir!

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