Il giorno della memoria. Corta. Distorta. Tradita.

Credo che qualcuno abbia fatto confusione, magari perché col suo governo si è adoperato a ingarbugliare la matassa della semantica memoriale (che cosa si fa oggi, si ricorda o si tiene sveglia la memoria? boh), trasformando quello che doveva essere un momento di dolorosa riflessione in un’arma politica.

Credo che qualcuno abbia fatto confusione, e sentendo che oggi era il Giorno della Memoria ha pensato che fosse l’occasione per onorare la memoria – appunto – di un suo modello politico-culturale, di esaltare un momento decisivo della nostra storia nazionale, ovvero di applicare il proprio interessato pressappochismo storico-politico alla giustificazione della pagina più nera della nostra storia recente.

Credo che qualcuno abbia fatto una grossissima confusione, e abbia pensato che le celebrazioni del Giorno della Memoria potessero essere una buona occasione per raschiare il fondo del barile elettorale, ovvero: per racimolare qualche voto dalle parti di Forza Nuova e CasaPound. Ma non sarà facile: per certe cose sono professionisti, quelli.

Qui il video (da sky).

Piccola postilla: lo statista in questione, di fatto, dice che l’Italia, per paura che la Germania vincesse, ha pensato bene di allearsi con il nazismo. Un interessante squarcio sui principi che hanno ispirato la politica estera italiana nei tanti anni di governo dello statista medesimo. Non che ci fosse bisogno di ulteriore conferma, peraltro…

PS: io, che avevo deciso di non fare come tutti, e di lasciare agli altri l’inevitabile ennesimo contributo sul dovere di ricordare, ho finito per farne due, di post.