Rimanere indietro

Questa sera, con mezza orecchia, stavo ascoltando un dibattito televisivo fra Matteo Salvini e quella bella signora, com’è che si chiama?, quella bella signora che sembra tanto un’attrice francese e che prima era bersaniana, ma bersaniana convinta, e ora è renziana, ma renziana di brutto. Ecco, lei, avete capito no? Be’, facevo fatica a seguire il dibattito, perché Salvini parlava e io mi dicevo “Ecco la solita fregnacca, becera e un po’ fascistoide, che dice Salvini quando va in tivù”, però la simil-attrice francese, puntualmente, era d’accordo sulla cosa becera, un po’ fascistoide, sempre. Poi però è capitato una volta o due che Salvini parlasse e io “Toh, stavolta Salvini ha detto una cosa giusta. L’ha fatto perché è un paraculo, certo, non perché ci crede; però la cosa che dice – oggettivamente – è giusta”, ed era proprio in quel momento lì che la tipa, Carol Bouquet, si incazzava di brutto, ma tanto, e diceva che Salvini era vecchio, le solite storie, una politica passata e passatista, e compagnia bella. A quel punto ho lasciato perdere, e mi son messo a pensare ad altre cose.

Il livello del dibattito

I protagonisti di questa storia siamo io, Gab Golan, insegnante di scuola secondaria e militante (pieno di dubbi, peraltro, come sa chi segue questo blog) del Partito Democratico, e Enzo Marangoni, consigliere regionale già a suo tempo avanguardista della Lega nelle Marche, poi espulso da quel movimento perché troppo leghista (voleva chiudere gli asili nido agli extracomunitari), quindi animatore di una lista civica ispirata a famiglia identità e territorio, recentissimamente folgorato sulla via della neorinata Forza Italia.

Ieri Marangoni ha condiviso sul suo profilo facebook una vignetta che si commenta da sola: questo è lo screenshot del suo profilo alle 17.30 circa di ieri:

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Il fatto, di per sé triste e non nuovo, in fondo poco significativo in un dibattito politico che purtroppo si è abituato a questi toni, ha sollevato qualche discussione in rete e è stato ripreso anche dai mezzi di informazione (qui e qui, ad esempio; e anche qui).

Anch’io ho partecipato alla discussione apertasi nel profilo del Marangoni, con un commento duro ma, secondo me, pertinente in considerazione sia del becero messaggio presente nella vignetta, sia del riferimento quantomeno inopportuno a Mussolini (peraltro ormai sdoganatissimo: povera Italia!). Questo è il commento:

E’ semplicemente vergognoso e ignobile che un rappresentante delle istituzioni di questo paese “condivida” (se le parole hanno ancora un senso) una cosa del genere sul suo profilo. Si dovrebbe dimettere!

Dopo qualche ora, interviene il consigliere Marangoni. Così:

Ringrazio i 16 amici che hanno cliccato “Mi piace” sulla foto e sulla frase che ho condiviso da Roberta Savioli su fb. Ai 4 sinistrorsi che invece mi criticano, preciso invece che è proprio chi rappresenta le istituzioni (come il sottoscritto, la Boldrini, la Kyenge) che dovrebbe occuparsi, in primo luogo, dei milioni di italiani che vivono in povertà o ai limiti della povertà. Così come è proprio chi rappresenta le istituzioni che dovrebbe ricordarsi anzitutto delle centinaia di italiani (artigiani, piccoli imprenditori, disoccupati) che si sono suicidati per la crisi economica. E’ accaduto anche nella nostra regione, a Civitanova, dove lo scorso anno anno 3 persone si sono tolte la vita per disperazione economico-sociale. I politici debbono occuparsi del popolo italiano (che tra l’altro elegge i politici) e solo dopo di tutti altri popoli. Fatevelo raccontare dall’assessore Sglavo del Pd civitanovese che su fb ha scritto che, in certi casi, ci vorrebbe il Mussolini rappresentato nella foto. L’avete crocifissa per questo: ma voi siete “democratici”….dimenticavo….gli altri invece si devono “vergognare” solo perchè la pensano in modo diverso da voi sinistrorsi. Tutti quelli che la pensano in modo diverso da voi sono “inaccettabili” o fanno “demagogia”. Andate voi a zappare la terra…ma in Africa.

Io, a mia volta, replico:

E certo, chi critica è “sinistrorso” (che vorrà dire, poi…). Quanto ai mi piace, è facile prenderne con la demagogia e parlando solo alla pancia della gente, ma non si va molto lontano. Ribadisco che secondo me uno che non si rende conto della gravità del messaggio qui sopra riportato non è degno di sedere in istituzioni democratiche (se non altro perché la nostra democrazia è nata proprio in opposizione aperta alla dittatura instaurata dal personaggio a cui si dà ora voce in maniera così greve), e dovrebbe dimettersi immediatamente. Prendo comunque atto che il sig. Marangoni Enzo non si rammarica di aver pubblicato un messaggio apertamente fascista e xenofobo, offensivo di due alte rappresentanti della Repubblica Italiana: mi sembra che questo basti a dare la misura della pochezza del personaggio.

Embe’? Direte voi. Embè niente, in effetti: fin qui una normale scaramuccia fra due che hanno – diciamo così, idee della politica, delle istituzioni, dell’Italia – e forse della vita – un po’, sempre diciamo così, diverse. E in questi casi facebook non aiuta a moderare i toni, chi lo frequenta lo sa. E qnch’io ci sono cascato perché, lo confesso, dell’ultima frase del mio commento qui sopra non sono contento per niente.

Quello che normale non è, è quel che è successo nelle ore successive, non so di preciso quando, perché qualche ora dopo Marangoni ha replicato al mio ultimo commento, con dei riferimenti personali abbastanza chiari, e sufficientemente ingiustificati e offensivi. E al contempo ha ritenuto opportuno bloccarmi, in modo che il suo account scomparisse dal mio profilo, così che io non potessi né vedere quanto da lui scritto né tanto meno controreplicare.

Solo oggi, cincischiando dopo pranzo con l’Ipod di un amico, ho visto dal suo profilo che Marangoni mi ha degnato di cotanta risposta:

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Una risposta peraltro frutto di un intenso labor limae, visto che la cronologia delle modifiche testimonia di un pensoso susseguirsi di ben dieci bozze, fra le quali una, questa, mi pare particolarmente significativa:

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Ora, due semplici considerazioni. Per prima cosa: la scelta di polemizzare con il sottoscritto e al contempo bloccarmi e quindi impedirmi ogni possibilità di replica testimonia di per sé dell’idea di democrazia di chi queste azioni compie. La seconda , nel merito: certo, ho le mie idee politiche, e considero la destra italiana di questi ultimi vent’anni una destra culturalmente e politicamente inadeguata, per certi versi anche pericolosa, quindi la combatto nel dibattito pubblico e con l’azione politica (un’azione politica peraltro sempre molto marginale e disinteressata, di profilo assolutamente basso, e questo per una precisa scelta legata proprio al mestiere che svolgo, quello di insegnante): il che peraltro non significa che non abbia stima per tanti pensatori e politici espressione di una destra liberale e democratica, o che non sappia riconoscere i difetti della sinistra italiana di oggi, o che non sappia condannare le gravi derive del socialismo che la storia del Novecento ci ha fatto conoscere. Però da qui – dal fatto che mi permetto di partecipare al dibattito politico con le mie idee – a venirmi ad accusare di esercitare la “tracotante arroganza del pensiero comunista”, o (peggio) a dirmi che io non mi porrei l’obiettivo, nel mio lavoro di insegnante, di educare alla libertà, o (pessimo) che io manipolerei o proverei a “manipolare il cervello degli adolescenti”, be’, questo lo trovo davvero inaccettabile, e del tutto infondato: è solo un attacco vile e prepotente, ed è la dimostrazione, quanto meno, del fatto che il consigliere Marangoni non sa assolutamente nulla di me e del mio lavoro.

E forse proprio per questo il consigliere Marangoni ha scelto di impedirmi di rispondergli direttamente.

Il Sindaco che giocava su Facebook

Puntuale e atteso arriva, con il disgelo, il comunicato polemico del più estroverso, intraprendente e presenzialista politico locale – l’ex leghista Enzo Marangoni – sui disagi legati alla neve e al ghiaccio e sulle presunte inadempienze e incapacità dell’Amministrazione Comunale di Recanati nell’affrontarli.

E’ vero che dopo una partenza che ha stupito tutti per la qualità e la quantità degli interventi, il piano neve ha fatto fatica a reggere l’uno-due delle tormente abbattutesi sulla città nelle notti di sabato e di domenica scorsi, e tutti i recanatesi si sono accorti di un affanno che ancora dura. Ma lascio al dibattito fra i diretti interessati la definizione dei meriti e degli errori, non è quello che qui mi interessa.

Quello che a me preme sottolineare è solo un piccolo particolare del comunicato suddetto, dove ad un certo punto, dopo un lungo elenco di tutti i disagi sopportati dalla popolazione in questi giorni, ci si chiede “dove stava il Sindaco in questa situazione? Giocava su facebook?”.

Ecco, fate polemica su quello che vi pare, però non prendetevela così con i social network, solo per titillare l’ignoranza di qualche elettore vittima del digital divide! In questi giorni la pagina facebook dell’Amministrazione Comunale di Recanati è stata uno strumento veloce e utilissimo per avere le notizie in tempo reale, per comunicare esigenze e urgenze, e magari anche per farsi forza e compagnia in una comunità virtuale che comprende direttamente più di mille famiglie (ma chi conosce la realtà dei social network sa che poi la diffusione delle notizie è molto più capillare, anche fra i non iscritti). Il Sindaco e i suoi collaboratori hanno usato questo mezzo con intelligenza e sobrietà, e anche con tanta pazienza: gliene dovremmo essere grati. Molti, è vero, usano Facebook (anche) per giocare, ma non era certo il loro caso.

Aggiornamento: non contento, l’ineffabile di cui sopra rincara la dose, prendendosela – nientemeno – con l'”assessore a Facebook”. Nel 2012. Mah.