Intervallo

Qualche tempo fa, ai primi di marzo, ho preso con me stesso un piccolo e banale impegno: scrivere un post in questo blog un giorno sì e un giorno no. Stranamente, l’ho rispettato: per quasi quattro mesi a giorni alterni qualcosa, bene o male, è comparso su tuttequestecose, come dice questa bella serie di scacchiere qui sotto:

Cattura

Adesso però, prima che la cosa si sfilacci da sola, visto che questa estate voglio dedicarmi ad altri progetti, ad altre scritture, meglio fermarsi. A luglio e agosto, dunque, qui non ci saranno veri e propri aggiornamenti periodici, e a giorni alterni usciranno semplicemente delle immagini. Le parole, lasciamole per un po’ covare nel caldo dell’estate, poi magari ci si ritrova a settembre. Ciao!

Mon oncle

Per fortuna, mi dico a volte, che ho una cultura molto limitata, e delle lacune totali su alcune espressioni artistiche, momenti e personaggi fondamentali. Questo mi permette, sulla soglia dei quarantaquattro anni, di vivere esperienze estetiche completamente nuove e totalizzanti come si mi affacciassi al mondo (o almeno a quel singolo pezzo di mondo che è l’espressione artistica in questione) per la prima volta.

Per esempio, in vita mia non avevo mai visto un film di Jacques Tati, e l’altra sera sono finito quasi per caso a vedere Mon oncle, film girato da Tati nel 1958, nella mia sala cinematografica preferita (per la cronaca: il Cinema Azzurro di Ancona): una festa dell’intelligenza, dell’ironia e della bellezza, questo mi è sembrato Mon oncle. Evviva l’ignoranza, dunque, che rende possibili le feste.

Qui sotto, la scena che più mi ha incantato:

Farfalle

13332865_10209989500922890_110130525597948911_nStanotte un gruppo di ragazzi ha ridipinto e restaurato i giochi di un parco pubblico; di notte, per fare una sorpresa ai bambini che lo frequentano; da soli, per dare un senso di gratuità e di impegno per il bene comune.

Loro descrivono la loro azione con queste parole:

questa notte cinquanta farfalle sono venute nel nostro parco. Si sono poggiate su giostre e panchine e le hanno lisciate, smaltate, colorate. Poi si son fermate sul muro del campetto per una firma, alle 6.30 di questa mattina, quando finito il lavoro dopo 9 ore sono andate via, silenziose…

Stefano, uno dei protagonisti, ne parla così:

E cosi, alle 4 di mattina, ti trovi a raccontare di una nottata passata con qualche decina di matti a pitturare le giostre di un parco. Per fare una sorpresa ai bambini della città e a un quartiere intero.
L’abbiamo chiamato notte dei beni comuni, perché una comunità che si riappropria di uno spazio, che lo cambia e modifica, lo fa proprio e lo rende migliore (andando anche oltre quanto già fa ogni giorno) è essa stessa il primo, prezioso, bene di tutti.

Tutto questo avviene a Recanati, per opera del Centro Culturale Fonti San Lorenzo, e noi a questo centro gli dobbiamo voler bene.

La versione di Lillo

I miei venticinque lettori (non è modestia, più o meno i numeri sono quelli), o almeno quelli più assidui, avranno notato che in questi ultimi mesi di politica ho parlato pochissimo: è stata una scelta precisa, dettata dalla necessità di elaborare la triste fine della mia breve esperienza “civatiana” nel PD. Non voglio derogare troppo a questa regola, e allora, invece di parlare io, mi approprio delle osservazioni sul voto di ieri di un giovanissimo dirigente siciliano –  e nazionale – dei Giovani Democratici, Lillo Colaleo, che condivido in toto (da Facebook, grassetto mio):

Politicamente è un disastro. Consensi del PD vistosamente diminuiti sia in termini assoluti che percentuali (si naviga tra l’11% di Napoli al 28% di Milano, eccettuato il 35% di Bologna). Delle candidature principali nessuna sfonda ed il risultato politico positivo desiderato diviene l’arrivo al ballottaggio. Di fatto, è il disastro del Partito della Nazione come modello politico e culturale: il PD senza il centro-sinistra è una forza politica destinata all’isolamento (e tutto questo ricorda tanto il PD di Veltroni), che non solo ha perso la sua bussola e non riesce più a guidare il centro-sinistra (qualcuno, paradossalmente, pensa di voler misurare il PD rispetto a Sinistra Italiana anziché rispetto al Centro-Destra), ma che, a quanto pare, pur avendone imbarcato una quantità imbarazzante di ceto politico, non riesce a guadagnare neppure consensi al centro e tra i moderati. E questo, tranne a voler tenere le bendi sugli occhi, dovrebbe farci riflettere un tantino. Continua a leggere