Il possesso del tempo

“Forse perché in classe si combatte per il possesso del tempo. Da una parte sta qualcuno che non vuole crescere. Dall’altra qualcuno che non vuol morire. Tutto qua.”

Rubo questa frase da un libro che ancora non si trova in libreria, ma che ho avuto la fortuna di poter leggere nel manoscritto. La lascio qui come una testimonianza di un regalo ricevuto, come un’attesa, come un tradimento.

Sul compito di italiano

Segnalo un interessante articolo di Francesco Rocchi sul compito di italiano alle superiori (e sulle interrogazioni, anche), che dice tante cose che condivido, e che vengo rimuginando da anni.

Qualcuno – non riesco a ricordare chi – ha già parlato della “libertà di non avere un’opinione”, ed aveva ragione. Imporsi di prendere posizione senza avere una conoscenza profonda del motivo del dibattere significa affidarsi mani e piedi al pregiudizio e alla superficialità. Chiedere agli studenti di far proprio ciò, sia pure venendogli incontro con tracce che si presumono stimolanti, non è né corretto né bello. Senza contare che se ci si mette a giudicare le idee, si fa presto a passare oltre e a cominciare a giudicare le persone, cosa che è ancor meno corretta e meno bella.

(da Le parole e le cose)

La chance che resta

APTOPIX Greece Migrants

Sono convinto che l’alterità di genere e il mondo della emigrazione sono gli unici fenomeni – nuovi e irriducibili – ai quali può attaccarsi oggi una speranza di futuro. Credo che queste possibilità, queste aperture, un intellettuale debba saperle raccogliere e indicare. Diceva Benjamin che non c’è sciagura che non implichi anche una chance.

Da un’intervista a Romano Luperini su laletteraturaenoi, che anticipa l’uscita del suo nuovo romanzo L’ultima sillaba del verso.

L’emporio celeste di conoscimenti benevoli

Un mio amico, Angelo, con un suo post su Facebook di questo pomeriggio, mi ha definitivamente convinto che la sinistra italiana è entrata dritta dritta in un universo borgesiano. Questo il post:

Dunque, se non sbaglio questa è la situazione a sinistra (più o meno) e dintorni:
1) PD, Renzi e amici vari
2) Gli scissionisti di D’Alema e compagni
3) Sinistra italiana, Fratoianni, Vendola…
4) I futuri scissionisti di SI, Scotto e altri
5) Possibile, Civati
6) Pisapia e dintorni (ma forse si uniranno al numero 4)
7) De Magistris per i cacchi suoi
8) Rifondazione Comunista, Ferrero

Considerando che dopo l’assemblea PD di oggi i punti 1 e 2 avranno bisogno di diverse ulteriori partizioni, e che questo avrà conseguenze a cascata su diversi dei punti seguenti, è ormai certo che anche questo elenco merita un suo posto nell’Emporio celeste dei conoscimenti benevoli, l’enciclopedia celeste citata da Borges ne L’idioma analitico di John Wilkins (Altre inquisizioni), insieme all’altro, già noto:

Codeste ambiguità, ridondanze e deficienze ricordano quelle che il dottor Franz Kuhn attribuisce a un’enciclopedia cinese che s’intitola Emporio celeste di conoscimenti benevoli. Nelle sue remote pagine è scritto che gli animali si dividono in (a) appartenenti all’Imperatore, (b) imbalsamati, (c) ammaestrati, (d) lattonzoli, (e) sirene, (f) favolosi, (g) cani randagi, (h) inclusi in questa classificazione, (i) che s’agitano come pazzi, (j) innumerevoli, (k) disegnati con un pennello finissimo di pelo di cammello, (l) eccetera, (m) che hanno rotto il vaso, (n) che da lontano sembrano mosche.

Le antologie scolastiche

Apro il libro di antologia, già che ci sono preparo la lezione per domani, penso, quanto mi piace sfogliarlo, è un testo scolastico che sembra scritto apposta per me: ci hanno messo dentro Bob Dylan, Enrico Brizzi, John Lennon, J.D. Salinger, qualche striscia dei Peanuts e di Lupo Alberto, man mano che scorro l’indice ritrovo me stesso, le cose con cui sono cresciuto, che bello, l’avrà scritto uno della mia età? Per la lezione di domani scelgo un brano preso dal primo Fantozzi di Paolo Villaggio. Prendo la vecchia! urlo da solo sulla panchina, aahahaha, ma che ci fa su un libro scolastico? Ai miei studenti piacerà ancora dirlo quando scopriranno che glielo sto assegnando in lettura per mercoledì prossimo, insieme a tutte le attività di pagina 124?

Ma il pezzo di Mario Fillioley vale tutto.

L’altro pittore

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Andandomi ad informare sulle scimmie nude, ho trovato (alla voce Desmond Morris di Wikipedia) questa notizia – senza fonte – che se non è vera è molto ben inventata (grassetto mio):

Nel 1957 [Morris] curò una mostra di dipinti e disegni fatti da scimpanzé all’Institute of Contemporary Arts di Londra; tra questi ve ne erano alcuni di un giovane scimpanzé chiamato Congo. Pablo Picasso mostrò apprezzamento per Morris e la scimmia, mordendo un reporter che gli aveva espresso un’opinione per cui l’opera della scimmia non era arte. Si racconta che Picasso abbia acquistato un dipinto di Congo.

[Nella foto, Congo]