Ho scritto a un grillino

Ieri sera, senza pensarci troppo, quando ho visto questa pubblica confessione (clima da autodafè, o da purghe staliniane) ho scritto al grillino. Ecco la lettera:

Giuseppe, non ci conosciamo e il mio commento non conterà per te nulla perché, ehm, lo confesso: io sono del PD. Di minoranza, sempre eretico e quindi fuori da ogni logica di potere ma sì, confermo: sono del PD. Credo ancora nei partiti: sono di una razza in via d’estinzione. Non ti scrivo quindi per dirti che hai fatto bene o male a votare così o cosà, o a dichiararlo pubblicamente. Non è questo. Il punto è che nel tuo messaggio ho visto la paura e lo spaesamento di chi si trova in una macchina che rischia di schiacciarlo: fra il boss che manda dispacci via blog, il ruolo istituzionale che comunque c’è, una base a cui vorresti rispondere delle tue azioni ma che è difficile capire, conoscere, nella selva del web che si rivela ben più complicata del paradiso che sembrava prima, quando si trattava solo di criticare il sistema. Ecco: l’unica cosa che vorrei dirti è questa: tu ora sei pagato (magari con lo sconto, ok) da tutti gli italiani per fare il bene dell’Italia, non per criticareebasta, controllareebasta, mettereinomisuibicchierinidicartacosìnonsisprecalaplastica; no: avete preso un fottìo di voti o ora dovete cercare di farne qualcosa di buono per questo paese. Avete in mano un’occasione storica, compresa quella di far fare un salto di qualità a questo PD finora pigro e incastrato in logiche di potere. Guardatevi intorno, in Parlamento c’è un sacco di gente giovane e volenterosa come voi: prendete in mano il futuro di questo paese, senza paura, e senza questi toni da Alcolisti Anonimi, o da seguaci di Savonarola. Le ossessioni maniaco-compulsive di un paio di caporioni non possono impedirvi di fare la rivoluzione per cui siete stati eletti.
Buon lavoro, e auguri.
G.C.

Non mi ha risposto.

 

Letterina a Babbo Bersani

Caro Pier Luigi Bersani,

alle primarie ti ho votato, con convinzione. Senza acrimonia verso il principale sfidante, con molta simpatia per chi è arrivato terzo, e con qualche perplessità non piccola su qualche tuo “grande elettore”, ma comunque con convinzione ti ho votato.

Da quel momento, e forse proprio per via di quel mio voto e di quello di tanti altri italiani, la situazione politica ha preso un’improvvisa accelerazione, un’accelerazione, però, retrograda: siamo velocemente corsi indietro a qualche era politica fa: il centrosinistra sembra lanciato verso la vittoria alle elezioni, il centrodestra è confuso e condannato in partenza, Berlusconi scende in campo (history repeating, la prima volta come tragedia, la seconda come farsa… la terza come horror, la quarta come thriller, la quinta come distopia e la sesta come Apocalisse).

Ora non c’è più nemmeno il governo Monti, e la situazione è allo stesso complicatissima e tremendamente vecchia: c’è un serio e responsabile raggruppamento di centrosinistra, con un forte e prezioso radicamento popolare, e fin qui va tutto bene: ma poi? Poi c’è una forza di protesta guidata da un comico-re che sceglie i candidati su internet, e bastano un centinaio di voti di aficionados per andare a rappresentare tutti gli italiani: già qui va un po’ meno bene, perché nel movimento di Grillo secondo me c’è tantissima gente in gamba, ma il funzionamento della “cosa” lascia molte perplessità, come ne lasciano alcune posizioni del comico-re (guarda, a titolo di esempio, questo post scritto in occasione della ri-ri-ri-ri-ri-ridiscesa in campo di B., che sembra un cripto-endorsement per la strategia anti-Monti e anti-Europa di quest’ultimo). Poi c’è un centro che magari si coalizzerà intorno a Monti, ma che contiene un sacco di roba impresentabile, vecchissima, esausta come gli oli che si raccolgono in quei bidoni unti e lerci, alla discarica. Infine c’è lui, mister B., sul quale è meglio tacere (basta vederlo e ascoltarlo in questo video in cui si dice disperato, e si mostra svogliato: “ma guarda che mi tocca fare per non finire in galera”…).

In questo quadro, caro Pier Luigi, tu hai due possibilità, credo: giocare con la alchimie di palazzo per assicurare alla tua parte un posto in un governo che avrà per forza troppe anime, e che sarà ancora una volta tenuto insieme solo dallo spauracchio dell’impresentabile Berlusconi. Mi pare una storia già vista e già finita male: sinceramente, non ti ho votato per questo.

L’altra strada, mi pare, è quella di andare con coraggio verso una strada nuova ma non avventurosa (Pippo Civati oggi lo dice con una bella immagine mitologica: non facciamo come Orfeo, guardiamo avanti!): portare avanti un programma chiaramente orientato (lo dicevi anche tu ieri) al lavoro e alla moralità, alla difesa dei più indifesi e a una seria e sobria riforma del sistema; fare davvero e senza indugi le primarie per i parlamentari, con apertura e fiducia; fare di tutto per coinvolgere il mondo che ha espresso una sacrosanta istanza di rinnovamento portando Matteo Renzi al 40% dei voti alle primarie, e anche quello, variegato ma ricco e fecondo, che si muove intorno alle cinque stelle e alle bandiere arancioni.

Io credo che questa debba essere la strada, e mi piace pensare che anche tu preferisca pensarti come il capofila di un paese rinnovato, giovane e entusiasta, e non come il riesumatore dei residui di una storia ormai finita.

Con fiducia e speranza

Gab Golan