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Buenos Aires, 11/10/15

Il mercato di San Telmo
Sciovinismo all’incontrario
A questo giro è andata così: le tre emozioni più grandi che mi riporto a casa dal passaggio parigino sono tutte e tre legate all’Italia.
La prima è stata l’andare alla tomba di Piero Gobetti a Père-Lachaise, che l’altra volta non avevo trovato:

La seconda è stata guardare a lungo gli occhi vuoti di questa donna così triste e così bella:

La terza, non serve scriverla qui.
F&F
Una foto che è un pezzo di storia (da una segnalazione via facebook di Nadia Terranova).

Una foto
C’è una foto che da qualche giorno mi tormenta, questa:

Il motivo è che vedendola mi sono reso conto di aver completamente rimosso, negli anni, i fatti spaventosi avvenuti quando io ero già un giovane adulto, a poche centinaia di chilometri da casa mia. E mi rendo anche conto di sapere pochissimo di quel che lì è successo. Deve essere così, se quando l’ho vista per caso in un giornale ho pensato lì per lì: “Toh, una foto a colori di Auschwitz!”.
Eppure, per chi è stato internato a Manjaca (che nome inquietante) non deve essere stato tanto diverso da Auschwitz. Essere torturati e uccisi, o soffrire la fame fino a diventare uno scheletro che cammina, non è meno terribile se sei in un posto e in un’epoca in cui ti possono scattare foto a colori. E la quantità non può incidere sulla “qualità” della violenza e della violazione inferta ai singoli.
Perché di Manjaca (ma anche di Srebrenica) non si parla quasi più, se mai se ne è veramente parlato?
May and June
Prima stavo leggendo un articolo su Internazionale che parlava dei recenti referendum che hanno introdotto i matrimoni gay in alcuni stati degli USA. Sulla pagina campeggiava una foto molto americana, ma anche molto bella. Questa:

Per un attimo ho provato a immaginare la storia di queste due persone. Non so perché ma mi è venuto da dar loro anche dei nomi che non so nemmeno se esistono (May e June), e mi sono chiesto quali storie, quali amori e quali dolori ci possano essere dietro quelle espressioni stanche e felici, dietro quelle dita intrecciate. Provate a farlo anche voi. E, alla luce della storia che sarete in grado di immaginare, ditemi cosa ne pensereste di una famiglia formata da May e June.
Postilla. La cronaca di questi giorni dice che questo post è tragicamente sul pezzo…
Sbagliare completamente il post del giorno
Vero è che questo blog non pretende di stare sul pezzo. Ma che nel giorno della rielezione di Obama abbia qui campeggiato la foto di Pierferdinando Casini è una cosa di cui mi vergogno moltissimo. Chiedo umilmente venia.
E comunque ecco:

(Aggiornamento: ho sbagliato un’altra volta)
Vendemmia
E volendo, per chi ha facebook, c’è anche il video.










