Sciovinismo all’incontrario

A questo giro è andata così: le tre emozioni più grandi che mi riporto a casa dal passaggio parigino sono tutte e tre legate all’Italia.

La prima è stata l’andare alla tomba di Piero Gobetti a Père-Lachaise, che l’altra volta non avevo trovato:

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La seconda è stata guardare a lungo gli occhi vuoti di questa donna così triste e così bella:

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La terza, non serve scriverla qui.

 

Una foto

C’è una foto che da qualche giorno mi tormenta, questa:

Il motivo è che vedendola mi sono reso conto di aver completamente rimosso, negli anni, i fatti spaventosi avvenuti quando io ero già un giovane adulto, a poche centinaia di chilometri da casa mia. E mi rendo anche conto di sapere pochissimo di quel che lì è successo. Deve essere così, se quando l’ho vista per caso in un giornale ho pensato lì per lì: “Toh, una foto a colori di Auschwitz!”.

Eppure, per chi è stato internato a Manjaca (che nome inquietante) non deve essere stato tanto diverso da Auschwitz. Essere torturati e uccisi, o soffrire la fame fino a diventare uno scheletro che cammina, non è meno terribile se sei in un posto e in un’epoca in cui ti possono scattare foto a colori. E la quantità non può incidere sulla “qualità” della violenza e della violazione inferta ai singoli.

Perché di Manjaca (ma anche di Srebrenica) non si parla quasi più, se mai se ne è veramente parlato?

May and June

Prima stavo leggendo un articolo su Internazionale che parlava dei recenti referendum che hanno introdotto i matrimoni gay in alcuni stati degli USA. Sulla pagina campeggiava una foto molto americana, ma anche molto bella. Questa:

Per un attimo ho provato a immaginare la storia di queste due persone. Non so perché ma mi è venuto da dar loro anche dei nomi che non so nemmeno se esistono (May e June), e mi sono chiesto quali storie, quali amori e quali dolori ci possano essere dietro quelle espressioni stanche e felici, dietro quelle dita intrecciate. Provate a farlo anche voi. E, alla luce della storia che sarete in grado di immaginare, ditemi cosa ne pensereste di una famiglia formata da May e June.

Postilla. La cronaca di questi giorni dice che questo post è tragicamente sul pezzo…