Storia, letteratura, cittadinanza. Materiali.

Coll IMJ,  photo (c) IMJ

Post di servizio. Nei prossimi giorni sarò a Pinerolo a dialogare con altri colleghi di insegnamento di storia e letteratura, di cittadinanza, di memoria. Di Benjamin e di Leogrande. Di Di Ruscio, di Verga e di Meneghello. Insomma, di come si potrebbe (non che io ci riesca, ancora, del tutto) a impostare un curricolo di italiano in cui tutto quello che si fa sia anche educazione alla cittadinanza e alla Costituzione. In un modo un po’ diverso da quello in cui Salvini pensa l’educazione civica.

Qui di seguito, per comodità, metto un po’ di materiali che potrebbero servirmi per l’incontro, e che comunque non è escluso possa tornarmi utile ritrovare tutti insieme nello stesso posto anche in futuro.

I link del giorno.

Un Leonardo apocalittico.

– Un Popolino un po’ depresso (che si lamenta di contare poco, però ieri sera con un giochetto stupido ha prodotto 600 commenti in quaranta minuti, su facebook). (Update: ma, fra i post di Popolino di oggi, forse merita ancora di più questo).

Un elettore lucidamente incazzato.

Un utile esercizio di stile.

Bonus track in chiave locale.

Canto notturno di un’assassina errante nell’Asia

Se fosse stato possibile, Aomame si sarebbe rivolta direttamente alla luna, interrogandola. “In seguito a quali circostanze ti si è affiancata una piccola assistente di colore verde?” Ma, era ovvio, non sarebbe stata degnata di alcuna risposta.
La luna guardava la terra da vicino da più tempo di chiunque altro. Probabilmente era stata testimone di tutti i fenomeni accaduti e di tutte le azioni compiute quaggiù. Ma manteneva il silenzio con precisione e distacco. Lassù non c’era aria né vento; il vuoto era adatto a conservare intatti i ricordi. Nessuno era mai riuscito a sciogliere il cuore della luna. Aomame alzò il bicchiere verso di lei.
– Di recente hai dormito tra le braccia di qualcuno?
La luna non rispose.
– Hai amici? – chiese.
Nessuna risposta.
– Non ti senti stanca, a volte, della tua vita così fredda?
Anche questa volta, nessuna risposta.

Murakami Haruki, 1Q84, Torino, Einaudi, 2011, p. 266.