Un lungo intervallo

In questo periodo ho un po’ da fare, e la testa un po’ piena quindi non riesco a ritagliarmi lo spazio per qualche pensiero da condividere qui. Nessuno si preoccupi: torno presto!

Intanto segnalo, per chi non lo avesse ancora visto, quello che è già stato definito – con qualche ragione – il vero manifesto per la rinascita della sinistra (da non confondere con l’altro, che pure esce oggi).

I link del giorno.

Un Leonardo apocalittico.

– Un Popolino un po’ depresso (che si lamenta di contare poco, però ieri sera con un giochetto stupido ha prodotto 600 commenti in quaranta minuti, su facebook). (Update: ma, fra i post di Popolino di oggi, forse merita ancora di più questo).

Un elettore lucidamente incazzato.

Un utile esercizio di stile.

Bonus track in chiave locale.

Popolo e Popolino

Segnalo una lucida e impeccabile analisi politica di Paolo Cosseddu, in arte Popolino.

Si parla di come il leader (o aspirante tale) del centrosinistra non possa in alcun modo prescindere dal “corpaccione” di militanti del Partito Democratico, perché – semplicemente – quella è la massa critica che incarna e realizza (nel senso che rende reale) una certa politica; e mentre il voto d’opinione dopo le primarie (così come dopo le elezioni) scompare, il militante resta lì, a tener aperte le sedi, a fare politica sul territorio, a presidiare un’appartenenza e una serie di valori.

Si spiega anche come questa attenzione al “corpaccione” sia la cosa che più è mancata (ma forse non poteva essere che così) a Matteo Renzi in questa campagna.

Si dà anche, a mio avviso, un importante consiglio a chi voglia in futuro candidarsi a leader del PD.

Come ha già dichiarato di voler fare, al prossimo congresso, un caro un amico di Paolo, Pippo.